Sanremo 2008: Finale Giovani – Quarta Serata
Grazie alla giuria demoscopica, alla giuria di qualità composta dall’ attore Nicolas Vaporidis, dalla dj Sarah Ferbelbaum, dal discografico Cecchetto, dal regista e scrittore di romanzi Federico Moccia e dalla nuotatrice Alessia Filippi e al televoto da casa sono stati decretati ieri sera i vincitori tra i giovani, i Sonohra. Ma cominciamo con ordine:
- i primi sul palco sono proprio i vincitori con la loro “L’amore”: riscuoteranno senza dubbio l’apprezzamento delle giovanissime per i loro visi da bravi ragazzi
solo grigio piombo che mi spegne il sole,
l’unica certezza è gli occhi che io ho di te.
Due fotografie è tutto ciò che rimane,
sul mio letto il vento le fa volare,
la distanza che ci divide fa male anche a me.
Se non vai via, l’amore è qui.
Sei un viaggio che non ha ne’ meta ne’ destinazione,
sei la terra di mezzo dove ho lasciato il mio cuore.
Sono solo anch’io, come vivi tu, cerco come te…
L’amore.
Quel che so di te è soltanto il tuo nome,
la tua voce suona in questa canzone.
Musica e parole emozioni che scrivo di noi.
Se non vai via, il mondo è qui.
Cambia il cielo i tuoi occhi no,
come vetro è l’amore che sei.
- dopo le interminabili esibizioni degli ospiti, ricominciano a cantare i giovani: è la volta di Ariel con “Ribelle”. Con una postura un po’ “strana” tira fuori una voce insospettabile, ma il brano non prende più di tanto e anche la giuria le assegna solo un misero 37/50
- il terso artista è Jacopo Troiani che, ironia della sorte, arriva anche terzo sul podio. Gran voce, ma, a mio avviso, non è stato messo molto impegno nello scrivere il testo della sua “Ho bisogno di sentirmi ti voglio bene”
Questa è l’unica esigenza che ho
Davanti a due milioni di persone o da solo
Dentro un vicolo
Ho bisogno di guardarti negli occhi
E di vedere la verità
Se non puoi non te ne preoccupare
ma ti prego vattene di qua
Perché…
Ho bisogno di sentirmi dire ti voglio bene
Oggi più che mai
Davanti ad un mondo pieno di promesse
perdute rispettate mai
Ho bisogno di dare il mio amore
Di dare proprio tutto quel che ho
Di staccare l’allarme del cuore e finalmente
riposarmi un po’
Da quella gente che ti gira intorno
E sorridendo dice sempre sì
Ma non appena ti volti di spalle
Devi iniziare a difenderti
Quelli che vendono le illusioni
O regalano solo bugie
In cambio di qualche notte d’more
O solo stupide vigliaccherie…ma io
Di sentirmi vivo e più felice senza paura
di quello che verrà
Lasciami prendimi
E’ tua la decisione ormai
Ma fa che sia la verità
Stavolta quella vera
Prendimi stringimi
Ancora più che puoi se vuoi
Ma ti prego non farmi soffrire
Non potrei ancora…
Perché ho bisogno di guardarti negli occhi
E di sentire la verità
Se non puoi non te ne preoccupare
ma ti prego vattene di qua
Perché ho bisogno di sentirmi dire ti voglio bene
Questa è l’unica esigenza che ho…
- è la volta di Giua con “Tanto non vengo”: il motivetto iniziale è davvero orecchiabile ed entra subito in testa; la sua voce mi ricorda, a tratti, quella di Syria. Alla giuria questo pezzo proprio non piace, infatti le danno il voto più basso di tutti gli artisti in gara
-ecco che arrivano i miei preferiti i Frank Head con Para parà ra ra ra; purtroppo non sono sul podio, ma si sono aggiudicati il prestigioso premio della giuria
- Valerio Sanzotta con “Novecento” dimostra di essere un filolsofo laureato realizzando un testo di “un certo spessore”
- finalmente un gruppo “vivo” che infatti si piazza secondo sul podio: sono ” La scelta” con “Il nostro tempo”, bel pezzo in grado di mettere in luce la multiculturalità, sempre più evidente, nella nostra società
E come andrà a finire ancora tu non sai
Il mondo sta cambiando e noi stiamo cambiando
Respirando, sempre respirando
Le strade son diverse,
Frenetiche,
Ma intense di volti e lineamenti differenti
Vedo immagini nuove,
Culture e colori,
Radici lontane che adesso mi appartengono
Il mondo che vorrei
Non trova differenze
Fra l’uomo e le sue varie appartenenze
E quello che vivremo sarà…
La foto di una nuova realtà
Immagine del nostro tempo
Un’onda che mi cambierà… dentro
E mi sento un africano metropolitano
Con gli occhi da orientale
E il cuore di chi sa che andrà lontano
La mia casa è un altopiano al centro di Milano
E mi sento umano
Io mi sento umano…I giorni fra di noi, trascorrono veloci
E come andrà a finire ora tu lo sai
E quello che viviamo è già la foto di una nuova realtà
Immagine del nostro tempo
Lo specchio di un fiume che si muove lento…
La mia casa è un altopiano al centro di Milano
E mi sento umano, io mi sento umano…
E mi sento vivo sono figlio del destino
Ho scelto il mondo per confine e non sarò mai clandestino
Se ti sembra strano…vieni più vicino…
Io mi sento umano…io mi sento umano
E guarderemo da lontano quello che eravamo
Con la semplicità andremo via tenendoci per mano…
- gli ultimi sul palco sono i Milagro con “Domani”: a mio parere i nuovi Zero Assoluto e sinceramente pensavo sarebbero stati sul podio
Non c’è ancora nessun commento.








